Chieti: contro il digital divide fibra ottica attraverso la rete dell’Enel

Fibra ottica

Digital Divide, un grosso problema in Italia a cui non si riesce a porre rimedio con rapidità. Una delle tante cause di questo ritardo è anche la complicata morfologia del nostro territorio.

La presenza di molte catene montuose, ha fatto si che per i comuni montani l’ADSL si tramutasse in un vero e proprio miraggio.

Troppi i costi per adeguare le infrastrutture e per collegare le centrali in fibra. Costi che non potrebbero mai rientrare, perché stendere la fibra costa davvero molto. Che fare dunque? Wireless? Satellite? Tutto valido ma sempre complicato. Adesso però è arrivata una proposta tanto semplice quanto geniale.

L’idea arriva da Antonio Tavani, vice presidente della provincia di Chieti e dall’assessore al Lavoro Daniele D’Amario che hanno di recente incrontrato l’ing. Eugenio Di Marino, responsabile della sezione Infrastrutture di Enel SpA

Il concetto è semplice: non è possibile stendere la fibra ottica per i comuni geograficamente più disagiati o per le aree più depresse? Benissimo, allora facciamo passare il cavo in fibra direttamente sui tralicci dell’Enel che raggiungono tutte le città.

Idea semplice e geniale perché permetterebbe di aggirare moltissimi problemi e di ridurre drasticamente i costi.

Il progetto dei dirigenti politici di Chieti, nasce dall’esigenze dell’Enel di dover ristrutturare le sue dorsali di trasporto energetico, e dunque perché non ottenere una servitù per un cavo in fibra da “affittare” poi ad uno o più provider per fornire connettività alle zone digitalmente divise?

Ottima idea e ottimo progetto, speriamo che abbia successo perché potrebbe costituire un precedente davvero interessante da applicare in altre realtà.

Commenti

  1. [1]

    In riferimento al Vostro articolo, desidero ricordare a tutti che tale attività, fibre ottiche passate sui tralicci di alta tensione, è stata sperimentata ed abbandonata negli Stati Uniti più di vent’anni fa. Numerosi problemi, hanno convinto gli addetti dei lavori in U.S.A. che i rischi di malfunzionamento, fulmini e disturbi eletrostatici erano elevati e poco fattibile come soluzione per una rete di telecomunicazioni che deve “funzionare sempre”.
    Ancora meno giustificata come soluzione oggi, visto la velocità di stesura e economicità di impianto delle “Mini-Trincee” per la rapida realizzazione di una rete di trasmissione ottica, direttamente fino alla casa dell’utente.
    Il progetto L’Aquila, fatto da Telecom Italia, ZTE e Comune de L’Aquila, è una testimonianza di quanto sopra.
    Cordiali saluti

    Fabio Di Marco
    Direttore
    ZTE Italia

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