Archivio di Febbraio 2010

Caso Google, tutti contro l’Italia

YouTube Italia condannato

Ne abbiamo parlato proprio ieri, della clamorosa sentenza emessa da un tribunale italiano per violazione della privacy a carico di Google.

Le polemiche seguite nelle ore successive, stanno sfociando in un vero e proprio caso internazionale. Stampa e opionionisti da tutto il Mondo stanno accusando l’Italia di voler in qualche modo limitare la libertà di espressione nella rete.

Ma il caso Google, rischia davvero di aprire un pericoloso precedente, oppure è solo una gigantesca bolla di sapone? Come detto ieri le motivazioni della sentenza non sono ancora note, ma più di qualcuno fa notare che si sta esagerando e non poco…

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Skype non supporterà più Windows Mobile

skype abbondona Windows mobile

Brutte notizie per gli utenti di smartphone con Windows Mobile, Skype, il noto software VoIP, ha annunciato di non voler più sviluppare e supportare il suo client dedicato a questi dispositivi mobili.

Tuttavia al momento il software è ancora scaricabile dal sito ufficiale, anche se potrebbe non esserlo più in futuro.

Non è ben chiaro il perché di questa scelta, anche se la motivazione semi ufficiale è che Windows Mobile non offre un’esperienza d’uso paragonabile a quella di altri S.O. come iPhone, Symbian e Android.

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Google condannato, a rischio la libertà del Web?

YouTube Italia condannato

Google e YouTube sono stati condannati da un tribunale per violazione della privacy. Non importa che il tribunale in questione sia italiano, perché questa è la prima volta in assoluto che un’istituzione giudica e condanna i comportamenti di una delle aziende più grandi e importanti del mondo.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo l’iter che ha portato a questa sentenza. Forse lo ricordate o forse no, ma un po’ di tempo fa si era innescata una polemica su un video trovato su YouTube in cui erano registrate le gesta di alcuni bulli mentre maltrattavano un minore portatore di hadicap.

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In arrivo i fondi anti digital divide del Piano Romani

piano romani

Vi ricordate il tristemente famoso “Piano Romani” che prevedeva la concessione di circa 800 milioni di euro di fondi per combattere il digital divide in Italia e che poi fu bloccato? Ne abbiamo parlato molto verso fine anno e se vi ricordate ci fu un vero “tira e molla” tra le istituzioni per scaricare a questo e a quello le presunte colpe del blocco dei finanziamenti.

La realtà era che i soldi non c’erano e quindi lo stanziamento fu posticipato al 2010 con la promessa che il Piano Romani contro il Digital Divide non sarebbe stato dimenticato. Ne torniamo a parlare oggi perché sembra che finalmente arrivino buone notizie. I fondi finalmente oggi ci sarebbero e il CIPE (”Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica”) è pronto a sbloccarli.

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Frode Fastweb, Swisscom era già al corrente delle accuse

Fastweb Swisscom

Si “colora di giallo” il caso della presunta frode di Fastweb, culminata con la richiesta d’arresto di Silvio Scaglia ex amministratore delegato dell’azienda, di cui vi avevamo parlato ieri.

Dopo il caos e il crollo in borsa del titolo Fastweb, esce allo scoperto Swisscom, che ha acquisto Fastweb nel 2007.

Swisscom prende atto dell’inchiesta e sottolinea la massima disponibilità a collaborare, tuttavia chiede con forza una verifica delle accuse da parte delle autorità giudiziarie italiane.

La cosa interessante però è che la stessa Swisscom dichiara di aver sempre saputo che Fastweb dal 2007 era sotto inchiesta per una presunta frode fiscale.

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Assoprovider contraria alla fusione Telecom Telefonica

assoprovider

Assoprovider, la nota associazione che rappresenta i provider indipendenti, si dice “fermamente contraria ad una eventuale fusione tra Telecom e Telefonica“. Come si può leggere infatti nel loro comunicato stampa, un’eventuale fusione “stravolgerebbe il già precario stato delle TLC italiane”.

La paura è infatti che in assenza di regole precise, il mercato IT italiano rimanga prigioniero di questa fusione e Assoprovider invita con urgenza a ragionare su regolamenti che rendano il mercato davvero libero ed efficente. Invito ovviamente rivolto al Governo, che dovrebbe agire con urgenza in questa direzione.

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