Archivio di Febbraio 2010

Caso Google, tutti contro l’Italia

YouTube Italia condannato

Ne abbiamo parlato proprio ieri, della clamorosa sentenza emessa da un tribunale italiano per violazione della privacy a carico di Google.

Le polemiche seguite nelle ore successive, stanno sfociando in un vero e proprio caso internazionale. Stampa e opionionisti da tutto il Mondo stanno accusando l’Italia di voler in qualche modo limitare la libertà di espressione nella rete.

Ma il caso Google, rischia davvero di aprire un pericoloso precedente, oppure è solo una gigantesca bolla di sapone? Come detto ieri le motivazioni della sentenza non sono ancora note, ma più di qualcuno fa notare che si sta esagerando e non poco…

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Il vero nemico dei CD è il digitale

CD

Un articolo pubblicato su ArsTechnica riporta alcuni dati molto interessanti. Pare che la crisi dell’industria musicale sia in fase di rallentamento. Certamente tra il 2007 e il 2009 ci sono stati ben 33 milioni di acquisti in meno per quanto riguarda CD, ma contemporaneamente si è assistito ad un timido rialzo degli introiti generali. Merito del deciso aumento degli acquisti digitali.

Certamente, nessuno fra le major pensa che i guai siano finiti: in effetti i danni ottenuti dal calo di acquisti in formato fisico non sono stati totalmente attenuati. Ma il dato che colpisce è che, contemporaneamente, si è assistito ad un calo dell’uso del P2P.

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Skype non supporterà più Windows Mobile

skype abbondona Windows mobile

Brutte notizie per gli utenti di smartphone con Windows Mobile, Skype, il noto software VoIP, ha annunciato di non voler più sviluppare e supportare il suo client dedicato a questi dispositivi mobili.

Tuttavia al momento il software è ancora scaricabile dal sito ufficiale, anche se potrebbe non esserlo più in futuro.

Non è ben chiaro il perché di questa scelta, anche se la motivazione semi ufficiale è che Windows Mobile non offre un’esperienza d’uso paragonabile a quella di altri S.O. come iPhone, Symbian e Android.

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Allarme FTC: dati sensibili e finanziari diffusi via P2P

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L’uso di sistemi P2P è da sempre fonte di gioie e dolori per gli utenti alla prime armi. È noto infatti che, oltre ad aprire le porte ad un mondo di file condivisibili, apra anche le porte del nostro computer a malware e intrusioni estranee non gradite. Per utenti mediamente esperti, non c’è vero pericolo, ma per “utonti”, come si dice in gergo, o semplicemente per i distratti, può rivelarsi un disastro. Se poi, come accade sempre più spesso, il computer utilizzato è quello di un’azienda, un ente pubblico o militare il disastro si fa generale.

Era successo tempo fa di documenti del congresso USA circolanti tranquillamente via Limewire. Oggi l’allarme arriva dalle scuole americane.

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Google condannato, a rischio la libertà del Web?

YouTube Italia condannato

Google e YouTube sono stati condannati da un tribunale per violazione della privacy. Non importa che il tribunale in questione sia italiano, perché questa è la prima volta in assoluto che un’istituzione giudica e condanna i comportamenti di una delle aziende più grandi e importanti del mondo.

Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo l’iter che ha portato a questa sentenza. Forse lo ricordate o forse no, ma un po’ di tempo fa si era innescata una polemica su un video trovato su YouTube in cui erano registrate le gesta di alcuni bulli mentre maltrattavano un minore portatore di hadicap.

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In arrivo i fondi anti digital divide del Piano Romani

piano romani

Vi ricordate il tristemente famoso “Piano Romani” che prevedeva la concessione di circa 800 milioni di euro di fondi per combattere il digital divide in Italia e che poi fu bloccato? Ne abbiamo parlato molto verso fine anno e se vi ricordate ci fu un vero “tira e molla” tra le istituzioni per scaricare a questo e a quello le presunte colpe del blocco dei finanziamenti.

La realtà era che i soldi non c’erano e quindi lo stanziamento fu posticipato al 2010 con la promessa che il Piano Romani contro il Digital Divide non sarebbe stato dimenticato. Ne torniamo a parlare oggi perché sembra che finalmente arrivino buone notizie. I fondi finalmente oggi ci sarebbero e il CIPE (”Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica”) è pronto a sbloccarli.

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Frode Fastweb, Swisscom era già al corrente delle accuse

Fastweb Swisscom

Si “colora di giallo” il caso della presunta frode di Fastweb, culminata con la richiesta d’arresto di Silvio Scaglia ex amministratore delegato dell’azienda, di cui vi avevamo parlato ieri.

Dopo il caos e il crollo in borsa del titolo Fastweb, esce allo scoperto Swisscom, che ha acquisto Fastweb nel 2007.

Swisscom prende atto dell’inchiesta e sottolinea la massima disponibilità a collaborare, tuttavia chiede con forza una verifica delle accuse da parte delle autorità giudiziarie italiane.

La cosa interessante però è che la stessa Swisscom dichiara di aver sempre saputo che Fastweb dal 2007 era sotto inchiesta per una presunta frode fiscale.

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“isoHunt Lite” per vincere in appello

isoHunt

Abbiamo già parlato in passato dei problemi giudiziari vissuti oltreoceano da isoHunt, il celebre motore di ricerca BitTorrent. La novità è che, mentre Gary Fung sta preparando l’appello alle decisioni prese a dicembre dalle autorità giudiziarie competenti, il sito è tornato attivo in formato “lite”.

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Assoprovider contraria alla fusione Telecom Telefonica

assoprovider

Assoprovider, la nota associazione che rappresenta i provider indipendenti, si dice “fermamente contraria ad una eventuale fusione tra Telecom e Telefonica“. Come si può leggere infatti nel loro comunicato stampa, un’eventuale fusione “stravolgerebbe il già precario stato delle TLC italiane”.

La paura è infatti che in assenza di regole precise, il mercato IT italiano rimanga prigioniero di questa fusione e Assoprovider invita con urgenza a ragionare su regolamenti che rendano il mercato davvero libero ed efficente. Invito ovviamente rivolto al Governo, che dovrebbe agire con urgenza in questa direzione.

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Franco Bernabè: “sul futuro della rete decide chi investe”

Next Generation Network

Si è appena conclusa l’audizione dell’Organo di vigilanza sugli impegni di Telecom Italia sulla parità di accesso alla rete e sono emerse interessanti novità soprattutto lato Telecom, che ha difeso con forza gli investimenti fatti e i futuri obiettivi del gruppo.

Ma sono fioccate anche le polemiche e accuse più o meno velate e un forte invito a fare molto di più di quello che si sta facendo ora.

Per esempio Bianca Maria Martinelli, membro del consiglio di amministrazione di Vodafone e direttore Affari Pubblici e Legali, sottolinea che Vodafone come cliente Telecom si aspetta una rete affidabile per garantire alla propria clientela il massimo.

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