eBook: mitologia e pirateria
di Guido Grassadonio - Venerdì 5 Febbraio 2010 alle 17:32
Una delle tecnologie che sembra da un po’ sul punto di esplodere è quella degli eBook. Si tratta, come molti sapranno, di versioni digitali dei nostri amati amici di carta. La rete è piena di articoli che parlano del superamento della tecnologia libro, su una possibile coesistenza delle due forme o della supremazia inarrivabile della forma stampata.
La polemica potrebbe servire semplicemente a spronare una moda. In effetti, non è ben chiaro perché, per fruire un testo digitale, sia poi così necessario un eBook reader. Chi ha detto che per funzionare bene il digitale debba imitare l’analogico? Con questo non si sta dicendo che tali realtà non possano essere interessanti: ma si tratta di varianti tecnologiche di qualcosa già in atto. Di fatto, basta fare un salto, ad esempio, su eMule per trovare copie in PDF di molti libri.
Si parlava di “spronare una moda”. Anche gli allarmi in difesa del copyright, sembrano avere questa funzione, anche se, non sempre sono fatti con cattiva coscienza: chi dice che avremo prestissimo un problema con gli eBook scaricati illegalmente, che essi creeranno un problema economico agli scrittori, sta semplicemente ingannando se stesso e gli altri. Ingannando, perché non si capisce come mai si dovrebbe aspettare la diffusione di questa nuova tecnologia. Di fatto, come abbiamo appena detto, da moltissimi anni si trovano su reti P2P testi protetti da copyright.
Chiunque abbia fatto giochi di ruolo, sa con che facilità si possono reperire in rete i costosissimi manuali, comodamente digitalizzati e condivisi da pirati. E che dire di progetti come Libreremo che, polemicamente e illegalmente, portano avanti una campagna per la digitalizzazione pirata di tutti i testi universitari e la loro diffusione tramite eMule? Della quantità di fumetti che il P2P e la rete in genere, mette a disposizione, non serve neanche parlarne.
In questi casi, l’allarme serve a creare un immaginario comune che renda realmente indispensabile l’uso di eBook reader e, contemporaneamente, mediaticamente più urgente una legislazione più severa nei confronti della pirateria. Perché, si sa, le case editrici hanno un appeal maggiore rispetto alle case discografiche. Ma la gente comune, nella società civile, farebbe bene a sapere che certe realtà esistono già e non danneggiano nessuno, pur sfociando spesso, e va detto, al di là del confine della legalità.

E’ vero i libri digitali esistono da parecchio tempo, ma credo che l’esistenza di un marchingegno che abbia le dimensioni del libro e che abbia uno schermo che imiti la carta stampata e provi a rendere la lettura molto simile a quella su carta con in più la possibilità di raggruppare, nello spazio di uno solo, centinaia di libri, possa alla lunga tentare parecchie persone che affronteranno la spesa magari sperando di risparmiare con EMULE
di maria - 05 Febbraio 2010 - 21:37
chissà….
la mia idea è che si stia cercando di creare la condizione perché ciò avvenga, suggerendo la necessità di questi “marchingegni”. Semplicemente non ci sarebbe motivo di aspettare di possedere uno di questi per utilizzare gli ebook…. Solo che non è questo il messaggio che deve passare. Altrimenti come si farà a vendere il costosissimo hardware?
di Guido Grassadonio - 06 Febbraio 2010 - 11:36
Credo che aldilà di tutte le considerazioni già fatte, si possa aggiungere che l’uomo “comodo” tecnologicus è assai atratto dalla possibilità di portarsi appresso la sua biblioteca ideale in vacanza,in aereo,in barca,in treno e al pick-nick, senza spendere soldi e senza portarsi valige cariche di pesanti tomi.
Inoltre chi da sempre consuma libri in italia,ha la casa piena di libri e non sà più dove metterli. Questi soli due fattori fanno sì che lo standard digitale sarà indubbiamente vincente nel futuro prossimo. In barba a tutti, scrittori,editori,librai che vedranno i frutti del loro lavoro voleggiare come fantasmi.
di Roberto - 06 Febbraio 2010 - 16:06
Io mi chiedo: il fatto che vengano digitalizzati i libri farà in modo che la gente legga di più?
Mi sembra improbabile… si leggeva poco prima, si leggerà poco dopo. Indipendentemente dal formato del libro…
di Giacomo - 06 Febbraio 2010 - 17:54
Gli ebook sono stati e continueranno a essere un flop di mercato finché saranno costruiti con la tecnologia che hanno al momento.
Con l’avvento e l’abbassamento delle tecnologie flexible monitor e e-ink la cosa sarà molto più agevole.
La digitalizzazione dei testi ha innumerevoli vantaggi e potrebbe trovare varie applicazioni sia nel pubblico che nel privato, facendo risparmiare molto o facendo produrre di più.
Si pensi per esempio all’applicazione di tecnologie come il Microsoft Surface nelle scuole. Di certo 10000 euro circa per banchetto con relativi costi di manutenzione non è di certo una cosa fattibile al momento, per non parlare dei danni dovuti alla postura di lettura e alla retroilluminazione degli schermi. Ma se queste tecnologie fossero proprio “uguali” ai tradizionali libri e quaderni? Niente problemi di zaini sovraccarichi di libri e schiene spezzate, niente carta per stampare i libri di testo, solo licenze pagate dalle scuole, verifiche corrette in tempo reale, controllo sull’attenzione, etc.
Sarebbe interessante ma… forse troppo futuristico… o forse no?
di Carlo - 12 Febbraio 2010 - 13:42