Evoluzione dei servizi e sfide tecnologiche
di Marco Rizzi - Mercoledì 5 Novembre 2008 alle 09:03Che l’ADSL abbia segnato una tappa fondamentale nella diffusione della banda larga a basso costo è ormai un dato di fatto: il vantaggio di riutilizzare la vecchia infrastruttura di rete (il vecchio doppino telefonico, per intenderci) ne ha fatto una tecnologia vincente.
Tutti gli utenti dotati di accesso ADSL hanno a disposizione banda per navigare in Internet ad alta velocità; un buon numero ne ha a sufficienza per fare chiamate VoIP; un gruppo ristretto ne ha abbastanza per vedere un film (il cosiddetto Video on Demand, VoD).
Ma questi servizi sono oggi disponibili a basso costo anche per un’altra ragione: la rete degli operatori è attualmente sovradimensionata rispetto al traffico generato dai servizi distribuiti. La rete, cioè, è in grado di assorbire il carico di traffico e garantire i servizi senza utilizzare particolari accorgimenti.
Ma quali sono le evoluzioni prevedibili? E quali le nuove frontiere per la tecnologia?
Dato che nuovi servizi vuol dire, per operatori e “service provider”, nuovi introiti, due tendenze sono assolutamente prevedibili.
La prima riguarda l’incremento dell’offerta di servizi: in un futuro ormai alle porte non sarà difficile avere accesso a una ricca pletora di canali televisivi (IPTV) e contemporaneamente (per soddisfare le esigenze di tutta la famiglia).
La seconda tendenza sarà quella di un generale aumento del numero di clienti serviti: qualcuno ipotizza che in un futuro non troppo lontano i servizi a pacchetto (VoIP, IPTV, VoD) prenderanno il sopravvento rispetto ai tradizionali servizi telefonici.
Le tendenze per il futuro, insomma, fanno pensare a un veloce aumento della banda necessaria a distribuire tanti servizi a tanti utenti.
A questa crescente domanda di banda, la tecnologia risponde su due fronti.
Per quanto riguarda le linee di accesso, la tecnologia ADSL sta evolvendo verso tecniche di trasmissione più avanzate che permettano di incrementare la banda utile.
Per quanto riguarda le reti degli operatori, le direzioni sembrano essere due: la prima, semplice ma costosa, è quella di accrescere l’infrastruttura; la seconda, meno semplice ma più economica, è quella di sfruttare le risorse già disponibili in maniera “intelligente”, facendo ricorso alla cosiddetta “Qualità del Servizio”; fornire qualità in rete vuol dire riservare a ciascun servizio un trattamento “ad-hoc”.

Si, come no, tante belle cose, intanto io a Olevano sul Tusciano (SA) ancora non ho manco una 640Kbs !! Prima di inventarsi “nuovi fantastici ed innovativi servizi” che pensino a cablare tutti noi digitaldivisi !!
di Attilio Viscido - 05 Novembre 2008 - 10:00
Purtroppo questa è la realtà: ci sono molte zone non cablate e alcune, addirittura, non lo saranno mai.
Per gli utenti non raggiunti dall’ADSL una speranza di avere accesso alla larga banda si chiama WiMAX: sulla carta le premesse ci sono tutte; speriamo che si trasformino presto in dati di fatto.
di Marco - 05 Novembre 2008 - 21:58
Si MArco, ma io al Sud non ho ancora sentito parlare di WiMax, se non in progetti a lungo termine. Però onestamente, ormai siamo alle porte del 2009…quanto tempo dobbiamo aspettare ancora ?
di Attilio Viscido - 06 Novembre 2008 - 15:58
Attilio, capisco le tue perplessità.
L’unica alternativa dispobnibile da subito è quella di ricorrere a GSM o UMTS.. A un costo maggiore, si capisce!!
In Italia, purtroppo, la diffusione del WiMAX si sta rivelando più lenta che in altri paesi; tra le motivazioni ci sono non solo il ritardo nel rilascio delle frequenze (precedentemente allocate ai militari), ma anche l’opposizione degli operatori mobili che tentano di salvaguardare un loro possibile futuro business. Approfondirò l’argomento.
di Marco Rizzi - 10 Novembre 2008 - 13:12
Ciao Marco
il problema è ke ad olevano non c’è neanche l’umts!!! abbiamo solo le reti gprs e edge che vanno di unalentezza incredibile!!!
di Olevanese - 05 Dicembre 2008 - 16:26
Questo si spiega facilmente.
GPRS e EDGE sono basati su tecnologia 2G (GSM): il passaggio da GPRS a EDGE è relativamente semplice, dato che richiede ’solo’ un nuovo software nel ripetitore (basso costo).
Per avere HSPA è necessario avere una rete UMTS, che vuol dire installare da zero nuovi apparati (operazione costosa).
Anche per il WiMAX si aspetterà a lungo: vi basti pensare che le installazioni vengono effettuate, attualmente e anche al nord, con l’incentivo economico dei comuni secondo il seguente meccanismo:
Tu comune di chissàdove sei digitaldiviso? Io operatore ti porto l’accesso wireless a patto che tu comune partecipi (in grossa misura) alle spese di installazione.
Perchè gli operatori con i guadagni dei servizi venduti non riescono a coprire i costi di installazione (secondo loro…). Io non ho ancora visto fallire società telefoniche…
di Marco Rizzi - 10 Dicembre 2008 - 17:46