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Guido Grassadonio -
Giovedì 31 Dicembre 2009 alle 12:48

L’industria dell’intrattenimento in Giappone passa sicuramente, molto più che in occidente, per i canali dell’animazione e dei fumetti. La produzione di anime e manga ha proporzioni spaventose che difficilmente potrebbero essere immaginate nel nostro paese.
Sintomo di questa sproporzione è il fatto che gran parte delle opere restano, di fatto, non edite in Italia. In effetti, è difficile per un esterno soltanto ambientarsi nei numerosissimi sottogeneri manga.
Se il bel paese stenta a diventare un mercato appetibile per le tonnellate di produzioni nipponiche, al suo interno generazioni di otaku, affamate di tali sottoculture, richiedono a gran voce di poter fruire di questi prodotti.
È a questo punto che intervengono le potenzialità della rete. Se centinaia di cartoni animati non verranno mai trasmessi o commercializzati in Italia, perché non possono essere condivisi gratuitamente fra utenti?
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Giuseppe Cutrone -
Giovedì 31 Dicembre 2009 alle 09:48

Sono state, quelle appena trascorse, settimane in cui diverse novità si sono succedute a distanza di pochissimo tempo una dall’altra, novità che hanno riguardato il connubio, sempre più forte, tra Web e TV, o almeno, quello che “rimane” della TV per come la conosciamo.
A partire con il lancio delle novità è stata La7, che pochi giorni addietro ha presentato la sua offerta di Web TV, ovviamente on-demand, chiamata La7.tv, in seguito è arrivato l’annuncio e poi la presentazione ufficiale di CuboVision di Telecom Italia e infine, nelle scorse ore, la conferma che anche Mediaset, così come la RAI, è intenzionata a rafforzare la sua offerta televisiva sul Web.
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Guido Grassadonio -
Giovedì 24 Dicembre 2009 alle 13:03

Al contrario di quanto suggerisca il senso comune, il P2P non è semplicemente un universo dedito allo scambio illegale di file protetti da copyright. Le stesse tecnologie possono essere usate anche per altri scopi, come ad esempio, una chat criptata. Stiamo parlando di CSpace, un software graficamente molto simile a Gajim, uno dei client principali di Jabber, ma integrato su una piattaforma interamente P2P.
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Filippo Vendrame -
Giovedì 24 Dicembre 2009 alle 09:39

YouTube, il noto portale di contenuti video, ha fatto sapere che sta testando una versione light del suo portale dedicata a chi non possiede la banda larga o ha comunque problemi a raggiungere certe velocità. YouTube Feather è ancora un servizio in fase di test, ma per chi lo volesse provare è già attivabile.
Cosa fa Feather? Il sistema agisce in due settori principalmente. In primis il portale di YouTube viene alleggerito di tutti quei fronzoli che possono rallentare in maniera evidente il caricamento delle pagine, e in seconda battuta viene diminuita la qualità dei video in maniera che l’utente possa accedere al contenuto multimediale anche con poca banda.
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Marco Fiocchi -
Martedì 22 Dicembre 2009 alle 11:01

Duecento entro fine mese, ma, entro la fine del 2010, diventeranno cinquecento. La Provincia di Roma punta forte sul WiFi gratis, con l’obiettivo di diventare la più grande area italiana ad offrire connettività wireless gratuita.
Si è partiti da piazza del Popolo, dallo storico caffè Rosati, in cui è stato inaugurato il primo hot spot WiFi alla presenza di Nicola Zingaretti. Da gennaio sarà aggiudicato il bando per l’installazione di ulteriori duecento hot spot su segnalazione dei Municipi della Capitale, per garantire una copertura wireless completa.
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Umberto Pompei -
Lunedì 21 Dicembre 2009 alle 12:57

Di servizi di remote storage, pensati per memorizzare i nostri file su un server remoto facendoci risparmiare anche diversi GigaByte di spazio sui nostri hard disk, ne vediamo nascere in continuazione, tanto che la Canonical ha addirittura deciso di inserirne uno nell’ultima distribuzione di Ubuntu.
Put.io, in questo mare di servizi, presenta delle caratteristiche davvero interessanti. Il progetto, fonde le caratteristiche di uno storage provider con quelle di un client BitTorrent, in grado di trasformarlo addirittura in un servizio di streaming privato.
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Giuseppe Cutrone -
Lunedì 21 Dicembre 2009 alle 10:04

Wind ha presentato la sua nuova chiavetta per la connessione ad Internet in mobilità, si tratta della Internet Key WiFi E5830, realizzata in collaborazione con Huawei e in grado di garantire connessioni fino ad una velocità massima di 7,2 MB/s anche in modalità WiFi.
La Wind E5830 è in pratica il più piccolo modem wireless sul mercato e consentirà di connettere fino a 5 device contemporaneamente, sarà infatti possibile collegare alla Rete sia il computer che altri cellulari, ma anche le varie console multimediali e tutte le periferiche in grado di accedere al Web.
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Guido Grassadonio -
Venerdì 18 Dicembre 2009 alle 12:48

Curiosamente, uno dei commenti a questo blog, indignato per l’arresto della povera Samantha Tumpach e per l’affine atmosfera che si respira in Italia, invitava ad emigrare in Svezia. Si tratta probabilmente di una burla, che però sembra ignorare come il paese scandinavo sia tutt’altro che un luogo dove i reati contro la proprietà intellettuale sono tollerati.
I problemi avuti da The Pirate Bay sono noti. Più recente è la notizia dell’arresto di un grande filesharer. Come conseguenza per la rete, i suoi ben 12.000 file condivisi sono stati sigillati insieme al computer in cui erano memorizzati.
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Giuseppe Cutrone -
Venerdì 18 Dicembre 2009 alle 11:43

Una fotografia che evidenzia la situazione della diffusione della banda larga e della televisione digitale nei paesi dell’OCSE. Si può riassumere così il rapporto che l’Ofcom, l’autorità indipendente cui competono le regole da stabilire per le società di comunicazione nel Regno Unito, ha presentato nelle scorse ore.
Per quanto riguarda la banda larga, essenzialmente sono due gli argomenti su cui le attenzioni del rapporto si sono concentrate: si tratta della percentuale di connessioni veloci rispetto al totale e dei prezzi praticati dai provider nei vari paesi.
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Filippo Vendrame -
Venerdì 18 Dicembre 2009 alle 09:46

Il quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato un interessantissimo articolo sullo sviluppo del WiFi pubblico in alcune delle più grandi città italiane. Roma, Firenze e molte altre devono fare i conti con budget molto risicati ma sono riuscite comunque a creare una vasta rete wireless aperta a tutti.
Com’è stato possibile portare avanti questo progetto quindi? Il segreto è stato nell’accordo di cooperazione tra pubblico e privato. Impiantare una rete wireless da zero ha costi altissimi soprattutto per le infrastrutture. Ma se alcuni access point e altre infrastrutture venissero offerte da privati?
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