Gli investimenti di Telecom Italia: i MUX…

Le dichiarazioni di Pistorio del mese scorso durante l’inaugurazione dello SMAU, mi hanno portato come al solito, ad una attenta riflessione, riportandomi alla mente i tanto ormai famosi MUX e più precisamente il caso dell’infrastruttura di rete nel mio paese, Olmo in provincia di Venezia.

Cerco di spiegare in poche righe l’attuale situazione, la centrale di zona che copre la frazione è quella del vicino paese di Zelarino, in comune di Venezia, centrale aperta alla co-locazione, cosa molto gradita a tutti noi.

Circa 1/3 del paese è però servito da due MUX, che impediscono agli utenti serviti di usufruire del servizio ADSL, le restanti utenze sono invece servite direttamente e quindi possono usufruire del servizio ADSL e ADSL2+, anche se gran parte dell’ultimo miglio è dei primi anni 70 con cavi aerei, cosa che in alcuni casi crea qualche problema per le linee dati.

Telecom Italia, utilizzando questo tipo di tecnologia, di sdoppiamento dei canali voce disponibili, che premetto ha utilizzato in diversi casi in Italia durante gli anni 90, per poter servire più utenze, ha potuto ampliare la copertura con minor investimenti, però come già accennato, con limitazioni dal punto di vista dell’offerta di servizi, che come parziale scusante per Telecom, agli inizi degli anni 90 erano per così dire poco prevedibili.

Questo è solo un esempio, potrei esporne degli altri, ma credo che basti per capire.
Volevo inoltre precisare che da quello che è dato sapere, agli utenti miei compaesani, che più volte hanno esposto il problema a Telecom, non vi sono in programma investimenti per risolvere il problema dell’ADSL per le utenze servite dal MUX.

Per dovere di cronaca, Telecom Italia ha installato in alcuni MUX (non quelli in oggetto!) i cosiddetti zainetti, che consentono di offrire a 42 utenze collegate al MUX, il servizio ADSL2+, ovviamente tali dispositivi sono installabili solo in MUX serviti da fibra.

Detto ciò non capisco il motivo per il quale Telecom, che ha ancora in mano la rete non si è mai decisa in questi anni ad investire per risolvere questo problema nella mia zona, considerando un sicuro ritorno dal punto di vista economico, viste le numerose richieste di nuove ADSL nella mia zone e le molte già attive (utenze non MUX).
Quindi decade la famose scusante del ritorno economico, che in questo caso ci sarebbe.

Commenti

  1. [1]

    Ciao a tutti. Tempo fa ho visto un documentario sulla situazione idrica nel mondo. C’era un Sudamericano che giustamente diceva: “A noi basta la conduttura principale perchè gli agganci li facciamo da soli”. Ora mi viene in mente: se Telecom e Fastweb (la loro fibra mi passa a 100metri ma da me non ci sono i servizi loro) facessero delle cabine non troppo diffuse con possibilità di agganci privati e lasciassero al privato l’onere dell’ultimo metro, almeno in quelle zone (casa mia!) dove non c’è internet veloce, non si risolverebbe il tutto? Per favore non parlatemi di certificazioni di qualità degli impianti, chi vuole si faccia un giro a vedere cosa fanno e quali sfregi fanno per le strade Telecom, Enel e gli altri. La mia è un’idea forse da terzo Mondo, ma vi pare che stiamo tanto meglio?

  2. [2]

    Beh non è un idea da terzo mondo, nel senso che in Italia, Enel per esempio lo fa, in casi particolari chiede una copartecipazione del cliente, sarebbe bene che lo facessero anche gli operatori di telefonia e dati, tanto quanto ci vuole a realizzare una canaletta e far passare un filo del telefono?

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