La banda larga italiana verrà messa sotto controllo

agcom

Quante volte abbiamo letto di utenti scontenti delle prestazioni delle proprie connessioni a banda larga. Certo i provider specificano “collegamenti fino a tot velocità”, ma come sappiamo è spesso accaduto che le velocità reali fossero ben al di sotto di quanto pubblicizzato.

L’AGCOM muovendosi probabilmente con un bel ritardo cerca di porre un freno a questi problemi e di applicare una sorta di “garanzia” ad ogni connessione a banda larga.

Tuttavia l’applicazione di quanto deciso dall’AGCOM sarà difficile, soprattutto all’inizio anche se sottolineiamo l’idea è buona.

I gestori dunque dovranno inserire in ogni loro pubblicità, non solo la banda massima teorica, ma anche la banda media riscontrata dai loro utenti nel 95% dei casi.

Come dire che se io offro 7Mbit ma la maggior parte degli utenti viaggia a 5Mbit, allora chi sta per abbonarsi a tale servizio saprà già a cosa va incontro.

Fin qui tutto bene, anzi molto bene, un indicatore statistisco di prestazioni è un’idea eccellente per informare gli utenti sulla qualità di un gestore.

Purtroppo al momento non c’è nessuno strumento di misurazione disponibile e quindi prima di avere un dato affidabile da pubblicare ci vorrà un bel po’ di tempo. Aggiungiamo poi che non esiste neanche un test di prestazioni affidabile al 100% per tutti gli operatori.

Detta in parole povere, mancano gli strumenti per le rilevazioni.

Inoltre dovrebbe essere creato un ente indipendente ad hoc che avrebbe il compito di effettuare queste rilevazioni e di comunicarle all’AGCOM. Un ente che dovrebbe essere super partes e slegato da rapporti stretti con provider e gestori di telefonia mobile.

Tanti se e molti ma, un bel progetto, e molti ostacoli burocratici da superare. Riusciremo a mettere sotto controllo la banda larga italiana per offrire una maggiore informazione ai clienti? Forse, ma non certamente in tempi brevi.

Commenti

  1. [1]

    Un ente super partes in Italia?Stai scherzando,vero?
    Nessun ente, nessuna azienda, nessuna società non lottizzata o lottizzabile ha vita lunga in Italia.
    A meno che non sia lei ad essere sopra una certa dimensione che varia da settore a settore.
    In questo caso diventa la mandante dei lottizzatori di quelle più piccole.
    Un esempio, forse paradossale: la Confindustria (o altre grosse entità italiane di quel calibro)come mandante e il governo di destra (niente politica….) come lottizzatore,
    Appena alla Confindustria arriva un responsabile non dedito al profitto più lucroso e immediato possibile,quando costui o costei è di respiro professionale almeno europeo, non interessato (non più di tanto, almeno) a liberarsi della concorrenza il più rapidamente possibile, il governo, di lì a poco,cade….Che coincidenza…..

  2. [2]

    Uso intensamente il collegamento in fibra ottica da qualche anno: il provider mi ha promesso contrattualmente 10 MB in download. Non mi ricordo di aver letto, nonostante la massima attenzione, velocità che approssimassero i 2 MB, senza poter escludere che in taluni download dove non è evidenziata la velocità tale limite sia stato superato. Comunque, lettura o non lettura, non di rado i tempi di download (rapportati alle dimensioni del pacchetto da scaricare) sono veramente lenti. Continuo a mantenere questo abbonamento poiché rispetto a precedenti collegamenti su doppino la velocità è almeno 10 volte superiore. Quanto comunicato ed auspicato da Filippo Vendrame sanerebbe una situazione unica nel panorama della “distribuzione”: ve la immaginate una distribuzione di energia, gas ed acqua gestita allo stesso modo? Il paragone può apparire non calzante, ma sul piano contrattuale mi pare che il parallelismo sussista.

  3. [3]

    @ratamusa
    pienamente concorde con te, infatti questo è uno dei veri problemi. Un vero organo staccato dai provider e da chi ha interessi nel settore? Quasi impossibile in Italia…

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