L’UE contro la pedopornografia on-line

L'UE si batte contro i pedofili

Cattive notizie giungono per gli “orchi del Web” dopo che a Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza un programma volto alla tutela dei minori dai tentativi di adescamento “online” effettuati dai numerosi pedofili che ci sono in Rete.

L’iniziativa legislativa è portata avanti dall’italiana Roberta Angelilli che ha ottenuto in sede di votazione, ben 672 voti favorevoli, 9 contrari e 19 astensioni.

Sono stati stanziati 55 milioni di euro per salvaguardare i minori che popolano il Web dalle angherie che qualche “pazzo” potrebbe commetetre nei loro confronti.

I finanziamenti saranno destinati all’utilizzo di nuovi sistemi di filtraggio e di bloccaggio che dovrebbero garantire una maggiore sicurezza per gli internauti.

Un ulteriore obiettivo del programma sarà quello di incentivare la collaborazione tra le Autorità inquirenti in ambito internazionale.

Purtroppo è risaputo che le Reti peer to peer rappresentano un efficace veicolo di trasmissione di dati di qualsiasi genere nonché un valido mezzo per adescare e tentare i minori, da qui sorge la necessità di far interagire il P2P con delle complesse tecnologie volte a tutelare il “navigatore” dalle insidie della Rete.

Commenti

  1. [1]

    Non vorrei che il testo della legge sia

    ” Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
    Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. ”

    Nel senso che da un sistema di controllo basato su un particolare argomento, in realtà non nasconda qualche secondo fine (basta leggere l’ultima parte dell’articolo…)

    Ma soprattutto… se io chattassi con mia cugina di 9 anni cosa fanno? Iniziano a spiarmi e fare indagini sul mio conto?

  2. [2]

    Caro Andrea, il problema non è chattare con “la cugina” di nove anni (nessun organo inquirente si sognerebbe mai di intercettare un utente perchè chatta con un minore nè tantomeno nessun organo giudiziario autorizzerebbe delle intercettazioni in tal senso) ma è quello di evitare che, una tecnologia avanzata quale le reti peer to peer, possano divenire uno strumento per i pedofili (per “spiare” un utente è necessario uno scambio di materiale pedopornografico).

  3. [3]

    Io temo solo che usino il pretesto della pedofilia per controllare tutto e tutti un pò di più…

    Per quanto riguarda il concetto della cugina, io mi riferivo ad una proposta fatta tempo fa di monitorare le chat in cerca di persone che chattassero appunto con minorenni (anche lì secondo me un discorso troppo aleatorio…)

  4. [4]

    Il problema delle chat,sarebbe che bloccassero veramente chi non ha 18 anni, xchè ultimamente ho visto “bimbe” mezze nude, che si fanno votare, è chi le vota non sono solo ragazzi…. poi ci si meraviglia se una ragazzina viene contattata da persone adulte. Poi c’è un altro limite, oggigiorno con la nuova generazione, queste ragazzine sono più sveglie, emancipate e pericolose di molte adulte…..siamo poi sicuri che gli orchi siano altri e non loro?

  5. [5]

    Hai ragione Beppe, le ragazzine oggi sono sveglie…..ma questo non vuol dire che abbiamo il diritto di adescarle o approfittarne
    Ciao a presto ;-)

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