
Gli ex amministratori del sito torrent italiano Colombo-BT rischiano il carcere. Il sito era stato chiuso dalle autorità del nostro paese già nel 2008. Si trattava di una comunità con circa 400.000 iscritti e ben 36.328 file ospitati e condivisi.

Il mercato musicale digitale è in crisi? A sentire le dichiarazioni di Enzo Mazza, il presidente di Fimi, non sembra proprio.
Ciò nonostante si sente dire spesso così e quasi sempre la colpa viene individuata nel P2P, nei download illegali di musica e nella pirateria in genere.
I dati presentati parlano di un aumento del 36% del mercato della musica digitale nella prima metà dell’anno, confermando quindi una crescita costante e in piena controtendenza con l’andamento generale dell’economia.
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La battaglia legale che vede contrapposti il torrent tracker Pirate Bay e la Federazione Industria Musicale Italiana va avanti ormai dal 2008, quando in seguito ad un’operazione condotta dal Comando Provinciale di Bergamo della Guardia di Finanza, la Procura aveva ordinato agli ISP l’oscuramento del sito svedese, attraverso il blocco di IP e DNS.
Allora fu il Tribunale del Riesame a revocare il provvedimento, a causa di un vizio di forma.

Continua a essere nell’occhio del ciclone The Pirate Bay, il celebre motore di ricerca per file .torrent i cui gestori sono stati di recente condannati a un anno di reclusione e al pagamento di un risarcimento, che ammonta a circa 3,6 milioni di dollari, nei confronti delle major discografiche che avevano intentato causa.
È infatti notizia odierna che anche FIMI e FPM, due associazioni che hanno il compito di curare gli interessi commerciali delle maggiori case discografiche in Italia, hanno chiesto un ulteriore risarcimento del valore di ben un milione di euro.

Avrete sicuramente letto la notizia della diffusione, sui sistemi di file sharing, di “Domani 21.04.09“. Questo brano era stato registrato per devolvere il ricavato della vendita in favore dei terremotati d’Abruzzo ed è quindi normale che, per questioni morali, le lamentele siano arrivate non solo dagli autori ma anche da una folta schiera di italiani.
E sembra che la questione sia stata portata a fondo, se è vero che sono già stati identificati, e conseguentemente denunciati, i tre soggetti che hanno provveduto materialmente alla messa in circolo del brano sui vari circuiti.
Tags: direct connect++, Domani 21/4/09, file sharing, fimi, fpm, guardia di finanza, Jackal

Il processo che si è concluso nelle scorse settimane con la condanna dei quattro fondatori di The PirateBay, ma la cui sentenza potrebbe essere rivista a causa di un ipotetico conflitto d’interessi del giudice, sembra aver dato il via ad una serie di procedimenti giudiziari analoghi, al di fuori del territorio svedese.
Il primo paese ad avanzare accuse simili a Peter Sunde, Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm e Carl Lundstroem è proprio il nostro, con FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) a rivendicare la violazione dei diritti d’autore tramite la pubblicazione di file torrent per lo scambio dei file attraverso reti P2P.
Tags: causa legale, fimi, Italia, piratebay, processo, processo pirate bay

I creatori di The Pirate Bay sono colpevoli. È questa la sostanza della tanto attesa sentenza del processo che vedeva coinvolto il tracker torrent. Carcere e non solo: quasi un milione di dollari a testa la cifra da pagare per i quattro imputati.
Non possiamo pagare e non pagheremmo se potessimo. Se avessi del denaro, lo brucerei, piuttosto che pagare.
Queste le parole di Peter Sunde, 31 anni, uno dei condannati.
Tags: condanna, fimi, mazza, Peter Sunde, processo pirate bay, The Pirate Bay, wallis

Il Presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), Enzo Mazza, ha tenuto nei giorni scorsi una dettagliata relazione nel corso delle audizioni presso la Presidenza del Consiglio in merito al contrasto alla pirateria.
Come riportato in un comunicato stampa rilasciato dalla stessa federazione, Mazza ha dichiarato:
La miglior risposta alla diffusa illegalità su Internet è data da un bilanciamento tra una più attenta applicazione delle norme (che quando attuate hanno portato risultati) e una forte spinta sull’offerta legale che consente ai consumatori di accedere a sempre maggiori contenuti leciti, a basso costo e senza DRM (digital rights management)
Tags: audizioni, comitato antipirateria, daspo, enzo mazza, fimi, governo, illegalità

Tra i grandi “nemici” della tecnologia P2P c’è sicuramente la società paladina della tutela del diritto d’autore, la SIAE. Proviamo a conoscerla meglio, analizzando il suo punto di vista in materia di download di file musicali.
Per poter distribuire legalmente file in rete, la SIAE ha predisposto la licenza multimediale. Essa deve essere ottenuta da chiunque voglia detenere sul proprio sito del materiale coperto dal diritto d’autore.
In particolare, il titolare di un sito di questo genere sarà autorizzato a caricare, diffondere e permettere di scaricare i file musicali (upload, streaming e download, rispettivamente).
Tags: diritti connessi, diritto autore, file sharing, fimi, licenza multimediale, SIAE

Disavventura giudiziaria, ad Asti, per il gestore di un sito Web che vendeva musica online. Il Tribunale di Torino lo ha condannato, in grado di appello, nonostante egli si fosse premurato di ottenere la cosiddetta “licenza multimediale” da parte della SIAE.
Il gestore, denunciato dalla FIMI (Federazione dell’industria musicale italiana) e vincitore nel primo grado di giudizio, aveva provveduto a procurarsi solamente tale licenza, il cui costo serve a compensare i detentori del diritto d’autore.
Tags: diritti connessi, diritto autore, fimi, SIAE, tribunale torino
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