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Marco Grigis -
Martedì 24 Novembre 2009 alle 13:01

Ieri vi abbiamo informato degli scarsi ricavi ottenuti dagli artisti tramite il servizio di streaming Spotify: cantanti di sicuro successo come Lady GaGa hanno guadagnato, nel corso dell’intero anno, cifre davvero irrisorie, di poco superiori ai 110 euro. Il modello di streaming basato sulla pubblicità, acclamato dai media come il nuovo P2P killer, è ancora lontano dall’essere un’alternativa valida ai network di filesharing.
La popstar inglese Lily Allen, da tempo ossessivamente impegnata alla lotta al libero scambio fra gli utenti, è nuovamente intervenuta sulla questione, spiegando parte dei misteri che rendono Spotify così poco remunerativo.
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Marco Grigis -
Lunedì 23 Novembre 2009 alle 12:48

Lo streaming legale e gratuito si sta imponendo, da diverso tempo, come un’alternativa valida ai network di P2P. Servizi quali Spotify o Last.fm, i quali si autoalimentano tramite la pubblicità e le sottoscrizioni a pagamento, sono stati ormai accettati dalle major che, come prevedibile, hanno deciso di investire su questa nuova tendenza. Una recente polemica proprio su Spotify, tuttavia, sottolinea come lo streaming non sia abbastanza remunerativo, almeno per gli artisti.
Di poco tempo fa è lo sfogo del cantante svedese Magnus Uggla che, senza mezzi termini, ha portato alla ribalta gli inesistenti guadagni derivanti dall’utilizzo di Spotify:
Preferirei essere violentato da The Pirate Bay piuttosto che concedermi a Spotify.
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Marco Grigis -
Giovedì 19 Novembre 2009 alle 13:06

I guadagni degli artisti, ricavati dalla vendita di musica e dai concerti, sono cresciuti stabilmente negli ultimi cinque anni, mentre gli introiti delle etichette discografiche hanno subito un rallentamento. Questi i risultati di una ricerca condotta da Will Page, economista di PRS For Music, società inglese di raccolta delle royalty.
I dati analizzati rivelano come nell’ultimo lustro vi è stato un ribaltamento dei canoni classici del business discografico. Gli artisti, proprio grazie al P2P, hanno potuto contare su una diffusione capillare ottenendo maggior fama. Per questo motivo, il numero di spettatori ai concerti ha subito un’impennata, tale da garantire ottimi guadagni. Inoltre, i network di filesharing hanno favorito il passaparola fra gli utenti, aumentando le vendite dei dischi autoprodotti.
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Antonio Mercurio -
Venerdì 15 Febbraio 2008 alle 16:33
Brokep, il leader della Baia, ha affermato che tutto quanto si afferma sulla ricchezza, e i grossi guadagni, per il sito, derivanti dal P2P, sono solo dicerie e nulla corrisponde al vero. Anzi il sito opererebbe in perdita in quanto tutti i guadagni derivanti dalla pubblicità sarebbero ripagati due volte con le tasse sui prelievi.
Secondo quanto affermato dal gruppo svedese, tolte le spese fisse (luce ed altro), quelle per pagare gli assemblatori ed il provider, non rimane nulla a loro se non pochi spiccioli. Quindi sarebbero solo dicerie quelle che si dicono in giro sui 2 o 3 milioni di dollari di incassi della Baia.
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