Avanza la battaglia di Sarkozy al P2P francese

Nicolas Sarkozy

Europa sempre più severa nei confronti di chi scambia materiale protetto da diritti d’autore sui circuiti peer-to-peer.

Questo è il quadro che esce da uno sguardo a quanto accaduto di recente nel Vecchio Continente.

Prima lo storico processo svedese ai fondatori di The Pirate Bay, concluso con una condanna e che ha portato ad una simile azione legale anche nel nostro paese, poi l’adozione di misure restrittive da parte di Mininova, altro celebre torrent tracker olandese, infine il passo avanti verso la definitiva approvazione della riforma Sarkozy per regolamentare il file sharing francese.

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Gli ISP svedesi per la cancellazione immediata dei log

Svezia

Dopo aver registrato un drastico calo nel traffico gestito (dal 30% al 50%) a partire dal 1 aprile, data in cui è entrata in vigore una più severa normativa atta a punire la diffusione illegale di materiale sui circuiti P2P, alcuni tra i maggiori Internet Service Provider svedesi hanno deciso di schierarsi dalla parte dei loro clienti.

Tele2, All Tele e Bahnhof hanno promesso la cancellazione immediata dei log, ovvero dei registri che consentirebbero alle forze dell’ordine di arrivare ad una persona fisica partendo da un indirizzo IP.

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Sony e i Provider contro la pirateria

La Sony contro la Pirateria

Ormai è risaputo che le associazioni anti-pirateria unitamente ai provider si sono alleate per arginare la pirateria digitale. Le battaglie legali sono all’ordine del giorno e le Major sono costantemente sul piede di guerra.

Recentemente, al Broadband World Forum, John McMahon di Sony ha apertamente dichiarato che lo scopo primario sarà quello di contrastare il P2P mediante una stretta collaborazione con gli Internet Service Provider per far sì di contenete i danni economici arrecati dal file sharing.

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BPI e Virgin Media contro i pirati

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Sarebbe stato siglato un accordo tra la BPI, ovvero l’Industria fonografica inglese e il famoso ISP Virgin Media. Insieme dovranno lottare più assiduamente contro gli sharer.

L’azione di collaborazione prevede che l’ISP invierà i dati del cliente che viola il copyright alla BPI e, quest’ultima si esporrà in prima persona per arginare il fenomeno.

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Dobbiamo vigilare i nostri utenti? Noi non ci stiamo

Ricordate il post in cui parlavo dell’offensiva del Governo inglese sugli Internet Service Provider? Ebbene, avevo già accennato al fatto che gli ISP non avessero colto nel migliore dei modi questa iniziativa dei ministri inglesi e adesso ne abbiamo la prova ufficiale.

I fornitori di banda, infatti, contrari a rivestire il ruolo di “vigili della rete”, non ritenendo opportuna la proposta di legge anti-P2P, che sarà dibattuta a breve nel parlamento di Londra.

Gli ISP sostengono, infatti, che ci sono sia limiti tecnici che legali e quest’ultimi farebbero riferimento al 2002 E-Commerce-Regulations.

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