Prince nuovamente contro la rete: “Internet è finito”

Prince

Il dibattito sul ruolo di Internet nella distribuzione di opere musicali è da più di un decennio sull’agenda delle maggiori case discografiche e, ovviamente, ogni artista ha deciso di esporre la propria opinione in merito. Tuttavia, tra i big delle classifiche regna una certa confusione in merito al fenomeno del P2P: se, ad esempio, Lily Allen è riuscita a rendersi famosa grazie al P2P per poi ripudiarlo francamente, Prince ha una teoria addirittura più curiosa: “Internet è finito“.

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India: alcuni politici scoperti ad assistere a una proiezione pirata

Raajneeti

Bollywood compete ormai da tempo con Hollywood quanto a dimensioni, numero di film prodotti e giro d’affari. E, come per i “cugini” americani, la pirateria è un serio problema con cui i registi indiani devono fare i conti. Non è piacevole per loro, ad esempio, che qualcuno possa scaricarsi un film e guardarlo comodamente da casa, mentre è ancora proiettato al cinema.

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USA: la pirateria fa bene all’economia

Casa Bianca

Il PRO-IP Act è una legge statunitense, approvata nel 2008, che ha rinforzato le misure penali e civili contro chi infrange i diritti di proprietà intellettuale. Fra le altre cose, però, prevedeva di dare istruzioni al GAO (Government Accountability Office) affinché venisse quantificato il danno economico della pirateria all’industria americana tramite un’analisi attenta e indipendente.

La novità è che questa analisi ha portato a dei risultati contraddittori con lo stesso spirito della legge.

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Hadopi in Francia? La pirateria continua a crescere

Hadopi

Non siamo stati i soli a prevederlo: la famigerata dottrina Sarkozy, la legge dei “Three Strikes”, sembra proprio aver fallito il suo obiettivo.

Come è noto, la legge prevede la disconnessione definitiva da Internet per tutti gli utenti scoperti per più di tre volte a condividere file illegalmente. Un’agenzia a nome Hadopi è stata creata appositamente per indagare sui comportamenti telematici dei francesi e spedire le lettere di avvertimento, una volta individuati comportamenti illegali.

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Il P2P è vivo e vegeto in Francia

Hadopi

L’introduzione della normativa Hadopi non ha scoraggiato gli internauti francesi: secondo una notizia riportata dal Times, infatti, il P2P continua ad essere vivo e vegeto nonostante le severissime norme a protezione del copyright. La minaccia di disconnessione permanente dalla rete, infatti, non ha fermato i pirati, i quali si sono attrezzati a dovere per bypassare eventuali controlli.

Addirittura, a seguito dell’istituzione di Hadopi, semba che il filesharing sia diventato una moda, uno “sport nazionale“, così come dichiarato dal provider francese CeriseClub.

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Il vero nemico dei CD è il digitale

CD

Un articolo pubblicato su ArsTechnica riporta alcuni dati molto interessanti. Pare che la crisi dell’industria musicale sia in fase di rallentamento. Certamente tra il 2007 e il 2009 ci sono stati ben 33 milioni di acquisti in meno per quanto riguarda CD, ma contemporaneamente si è assistito ad un timido rialzo degli introiti generali. Merito del deciso aumento degli acquisti digitali.

Certamente, nessuno fra le major pensa che i guai siano finiti: in effetti i danni ottenuti dal calo di acquisti in formato fisico non sono stati totalmente attenuati. Ma il dato che colpisce è che, contemporaneamente, si è assistito ad un calo dell’uso del P2P.

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Sanremo: Rudy Zerbi tenta gli ISP

Rudy Zerbi e Simone Cristicchi

Il Festival di Sanremo ha portato, a quanto pare, molte polemiche, come ormai di consuetudine. Tra le discussioni avvenute a margine, sono sicuramente da segnalare le esternazioni di Rudy Zerbi, presidente di Sony Music Italia, sul problema della pirateria musicale:

È iniziato il festival di Sanremo e c’è già chi è pronto a mettere in circolazione copie pirata delle canzoni.

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Moozar: i pirati possono finanziare liberamente gli artisti derubati

moozar.jpg

Il mondo dell’anti-pirateria non smette mai di stupirci con nuove fantasiose, ma ingenue, idee per combattere il filesharing illegale. Torrentfreak, infatti, ci introduce ironicamente al “geniale” progetto di Moozar.

Che servizio offre questa azienda tramite il suo portale Internet? Provate ad immaginarvi “pirati”: aprite il vostro bel programmino P2P e scaricate illegalmente l’ultimo album della vostra band preferita. Sicuramente dopo aver fatto ciò sarete colti dal rimorso: “Cosa ho fatto? Sto derubando un artista?”. Niente paura, basta andare su Moozar e pagare una ricompensa a quest’ultimo. La ricompensa è libera, ma non può essere inferiore ad 1€ a traccia. Se poi pagate bene, vi garantite persino contro possibili rivalse legali, assicurandovi un’amnistia. Ad ogni modo, il 20% di quanto offrite resta alla stessa Moozar.

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Princeton: il 99% dei file nei torrent tracker è pirata

Princeton University

Uno studio dell’Università di Princeton rivela la “sconcertante” novità che i torrent tracker abbiano in archivio, per il 99%, file che violano le leggi sul copyright.

Un ricercatore, usando un campione di 1021 file, ne ha analizzato la composizione, dando un’idea precisa sia del traffico P2P, sia delle dimensioni del fenomeno pirateria. Interessanti sono sicuramente gli altri dati emersi. Nel campione, il ricercatore ha riscontrato il 46% di film e show, il 14% di giochi e software, il 14% di pornografia, il 10% di musica, l’1% di libri e guide, l’1% di immagini e il 14% di file non classificabili.

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eBook: mitologia e pirateria

eBook reader

Una delle tecnologie che sembra da un po’ sul punto di esplodere è quella degli eBook. Si tratta, come molti sapranno, di versioni digitali dei nostri amati amici di carta. La rete è piena di articoli che parlano del superamento della tecnologia libro, su una possibile coesistenza delle due forme o della supremazia inarrivabile della forma stampata.

La polemica potrebbe servire semplicemente a spronare una moda. In effetti, non è ben chiaro perché, per fruire un testo digitale, sia poi così necessario un eBook reader. Chi ha detto che per funzionare bene il digitale debba imitare l’analogico? Con questo non si sta dicendo che tali realtà non possano essere interessanti: ma si tratta di varianti tecnologiche di qualcosa già in atto. Di fatto, basta fare un salto, ad esempio, su eMule per trovare copie in PDF di molti libri.

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