
Dimentichiamoci Emule, Bittorent e Gnutella: le reti P2P non sono più una minaccia per l’industria dell’intrattenimento, almeno secondo quanto dichiarato da Paramount Pictures. I nuovi nemici giurati della protezione del copyright sono i servizi cyberlocker, ovvero i vari Megaupload e Rapidshare, solo per citare i più famosi.
Tags: megaupload, paramount pictures, RapidShare

Il mondo del file-sharing, come è ormai universalmente noto, non passa più esclusivamente dai sistemi P2P, ma si appoggia spesso, oltre ai servizi streaming, a quelli di file hosting. RapidShare è uno dei punti di riferimento principali di quest’ultimo sistema e, per questo motivo, è da anni sotto pressione legale perché acquisisca i “soliti” filtri anti-pirateria.
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Accanto ai network di filesharing, negli ultimi anni un terzo attore si è imposto come paradiso del download illegale. Stiamo parlando di Rapidshare, il famoso Web-hosting largamente utilizzato dagli utenti di tutto il globo. Il servizio ha sempre fornito spazio Web per numerosi file protetti dal diritto d’autore che, letteralmente, sono stati presi d’assalto dagli utenti: la buona velocità di download, corredata dall’assenza dei lunghi tempi d’attesa cui il P2P ha abituato gli user, hanno contribuito ad accrescere la popolarità del portale.
Nelle ultime settimane, tuttavia, i responsabili di Rapidshare hanno deciso di adottare una linea aggressiva contro gli sharer di contenuti illeciti.
Tags: RapidShare, tutela del copyright

24 miliori di euro, questo è quanto i gestori di Rapidshare dovranno pagare, secondo la sentenza emessa dal Tribunale Regionale di Amburgo, al termine di una causa intentata dalla GEMA, associazione tedesca che tutela i diritti di autori ed editori.
Il sito, che permette agli utenti di caricare e condividere qualsiasi tipo di materiale, sia attraverso la sottoscrizione di abbonamenti che in modo del tutto gratuito, avrebbe ospitato 5.000 brani musicali protetti da copyright.

Uno dei social network più popolari, Twitter, da oggi mette a disposizione dei propri utenti una comoda funzione per condividere file con i propri amici.
FileTwt, questo il nome del servizio, si divide in due reti, una pubblica e una privata: quest’ultima richiede la registrazione (gratuita).
Tags: condividere file, RapidShare, social network, twitter

Drew Wilson, esperto del portale informativo ZeroPaid, ha steso un’interessante lista di predizioni tecnologiche che potranno avverarsi durante il corso del 2009. E naturalmente il filesharing è destinato ad essere oggetto di diverse rivoluzioni durante il corso dell’anno.
Considerati gli accanimenti subiti dal P2P nell’ultimo periodo e, non ultima, l’attuale crisi economica mondiale, Wilson elabora una predizione di cui vi riportiamo i punti più salienti.
Tags: 2009, anti counterfeiting trade agreement, drew wilson, Isp, megaupload, previsioni, RapidShare, three strikes model, zeropaid

Sebbene una sentenza di un Tribunale tedesco abbia stabilito che il gestore del servizio di hosting ha l’obbligo di prevenire le violazioni del copyright dei suoi utenti, RapidShare ha deciso comunque di non compiere alcuna azione di monitoraggio dei contenuti scaricati dai suoi utilizzatori.
Secondo GEMA (la corrispondente SIAE italiana), RapidShare raggiungerebbe scopi lucrativi legati alle continua violazioni del diritto d’autore da parte dei propri utenti che posterebbero continuamente materiale protetto e, per tal motivo, dovrebbe filtrare le connessioni degli internauti.

La corte di Amburgo ha stabilito che il motore di ricerca RapidShare dovrà rimuovere dal proprio sito il materiale che viola il diritto d’autore, avrà inoltre l’obbligo di monitorare i contenuti scaricati dai propri utenti tenendone traccia e memorizzandone i relativi IP.
Il caso venne sollevato in Germania circa un anno fa, quando la GEMA (l’equivalente della SIAE di “casa nostra”) si era scagliata contro il servizio di file hosting per via delle lampanti violazioni del copyright di migliaia di artisti commessi dagli utenti di RapidShare.
Tags: amburgo, copyright, germania, RapidShare
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