µTorrent 2.0: i tracker lanciano accuse di scorrettezza

uTorrent

Non sempre le innovazioni portano benefici nell’immediato. È quello di cui hanno fatto esperienza le comunità BitTorrent in questi ultimi mesi. Come avevamo annunciato, la versione 2.0 di µTorrent ha implementato il protocollo di trasferimento µTP. Questo garantisce prestazioni migliori e gestisce meglio il traffico, impedendo i noti problemi di congestione della rete generati dal P2P.

Il rovescio della medaglia è che µTorrent 2.0 è al momento l’unico client a utilizzare questo protocollo. Ciò comporta che, di fatto, favorisca il filesharing interno ai propri utenti a discapito di tutti gli altri client.

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Princeton: il 99% dei file nei torrent tracker è pirata

Princeton University

Uno studio dell’Università di Princeton rivela la “sconcertante” novità che i torrent tracker abbiano in archivio, per il 99%, file che violano le leggi sul copyright.

Un ricercatore, usando un campione di 1021 file, ne ha analizzato la composizione, dando un’idea precisa sia del traffico P2P, sia delle dimensioni del fenomeno pirateria. Interessanti sono sicuramente gli altri dati emersi. Nel campione, il ricercatore ha riscontrato il 46% di film e show, il 14% di giochi e software, il 14% di pornografia, il 10% di musica, l’1% di libri e guide, l’1% di immagini e il 14% di file non classificabili.

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Twitter: script malevoli da torrent tracker

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Twitter ha recentemente rivelato l’esistenza di un torrent tracker privato che da anni ha la spiacevole abitudine di aggiungere dei backdoor nei propri script. Grazie a ciò, avrebbe carpito username e password e avrebbe avuto accesso agli account privati degli utenti di siti, forum e social network come lo stesso Twitter.

Torrentfreak, che ha riportato la notizia, si chiede però giustamente come mai non sia stato rivelato il nome di questo tracker privato. Non è certo la prima volta che qualcuno studia metodi per invadere la nostra privacy o rubare codici, ma una corretta informazione permetterebbe di limitare questi danni.

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BitSnoop: un nuovo modo di indicizzare file.torrent

BitSnoop

Sono parecchi i siti che offrono l’indicizzazione di file.torrent, ma il neonato BitSnoop promette di rappresentare una piccola rivoluzione nella loro gestione.

Lanciato pochi giorni fa e già popolato da circa 1,5 milioni di file per un totale di quasi 2.000 TB di dati, BitSnoop integra un algoritmo in grado di analizzare la presenza di .torrent duplicati o falsi, procedendo così alla loro eliminazione.

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I migliori tracker privati per BitTorrent

Non sono pochi coloro che usano tracker pubblici preferendoli a quelli privati e di solito lo si fa per il numero di fonti garantite che è di certo superiore a quello di un tracker privato. Questo però è vero se si confronta un tracker pubblico con un solo tracker privato, mentre se invece si usano più tracker privati il numero di fonti aumenta enormemente e di gran lunga nei confronti di un tracker pubblico.

Per questa ragione ecco di seguito un elenco dei 12 migliori tracker privati che contengono più file torrent:

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Un’inchiesta dalla Francia sui tracker privati

Rete BitTorrent

Sono riusciti ad infiltrarsi nella ristretta cerchia di utilizzatori di tracker privati della rete BitTorrent tre ricercatori dell’università francese di Rennes.

Lo scopo era quello di studiare i comportamenti di questi utilizzatori delle reti private usate per il filesharing, quelle reti che hanno la “particolarità” di voler restare poco conosciute per volontà dei propri utilizzatori.

Il perché di questa scelta è ben spiegabile: tenere lontano le major e le loro frequenti “attenzioni” verso gli utenti che praticano il filesharing. Azioni che, soprattutto in Francia, negli ultimi tempi hanno fatto scoppiare non poche polemiche per le controverse leggi varate dal governo francese.

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Mininova filtra i contenuti che infrangono il copyright

Mininova

L’ondata di azioni legali messe in campo dall’industria dell’intrattenimento, al fine di contrastare la diffusione di contenuti tutelati da copyright attraverso le reti P2P, sembra non conoscere rallentamenti.

Dopo il processo ai quattro fondatori di The PirateBay, concluso con una pesante condanna ma che potrebbe avere risvolti imprevisti, questa volta è il turno di Mininova.

Il celebre sito che mette a disposizione un motore di ricerca per file.torrent è stato chiamato in giudizio al fine di rimuovere, tra i suoi risultati, tutti quelli relativi a contenuti protetti.

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Anche Mininova davanti al giudice: dovrà filtrare le ricerche, secondo BREIN

mininova

Dopo il noto caso Pirate Bay, anche un altro tracker Torrent finisce in tribunale. Mininova dovrà rispondere davanti al giudice delle accuse che gli muove BREIN, la nota associazione antipirateria olandese.

In sostanza, BREIN pretende che il tracker debba filtrare le ricerche che portino a file .torrent contenenti materiale non autorizzato.

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La crescita di Linuxtracker

Linuxtracker

Un esempio di come BitTorrent non serva solo per scambiare illegalmente opere protette da diritto d’autore ma sia anche estremamente importante per la diffusione dei contenuti “open” arriva da Linuxtracker, un tracker di distribuzioni GNU/Linux dove è possibile trovare le versioni più recenti di tutte le distribuzioni, comprese quelle meno note.

Linux negli ultimi anni è diventato molto più user friendly rispetto alle prime versioni, la sua diffusione è in crescita poiché si tratta di un sistema operativo realmente in grado di sfruttare tutte le potenzialità del PC in cui gira, inoltre, avendo una natura “open”, ha una community enorme che scrive o modifica continuamente il software per Linux.

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TorrentSpy continua a lottare

TorrentSpy

TorrentSpy, uno dei più popolari tracker torrent prima della chiusura avvenuta ad opera dell’MPAA, ha proposto appello per resistere all’ordine della Corte di Los Angeles di pagare più di 100 milioni di dollari agli studios cinematografici per aver infranto le leggi a tutela del diritto d’autore.

Il giudice fu durissimo riconoscendo TorrentSpy colpevole di aver fomentato la violazione di copyright per 3.700 film e punendo ogni infrazione con 30.000 dollari di sanzione pecuniaria.

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