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Mirko Zago -
Mercoledì 16 Giugno 2010 alle 16:35

La tanto agognata nuova rete a banda larga di nuova generazione italiana sembra avere, finalmente, un ulteriore alleato in più: l’Unione Europea che, nella persona di Neelie Kroes, commissario UE per l’Agenda Digitale ha ascoltato all’ennesimo tavolo delle trattative gli operatori di telecomunicazioni interessati ai lavori che per alterne vicende hanno finora visto solo tiepidi passi verso l’effettivo compimento.
Stefano Parisi in rappresentanza di Fastweb-Swisscom, Paolo Bertoluzzo per Vodafone Italia e Luigi Gubitosi di Wind hanno incontrato nella giornata di ieri il commissario Kroes per parlare proprio del progetto legato alla nuova rete in fibra ottica e cercare di ottenere l’approvazione e il prezioso sostegno anche della UE. I tre manager avrebbero, secondo quanto riportato dalla stampa, anche sollevato il problema relativo alla penetrazione di Internet nel nostro Paese inferiore alla media europea e l’inefficienza delle infrastrutture di Telecom che si tradurrebbe in aumenti esagerati dei costi wholesale.
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Filippo Vendrame -
Venerdì 14 Maggio 2010 alle 12:28
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Giuseppe Cutrone -
Venerdì 7 Maggio 2010 alle 10:57

Con il passaggio al digitale terrestre in tutti i paesi europei si libereranno un buon numero di frequenze occupate attualmente dalle trasmissioni televisive analogiche. Un patrimonio di risorse trasmissive che potrebbe essere impiegato per la diffusione di servizi elettronici che abbattano, almeno in parte, il “digital divide“.
Il piano pare rientrare nelle intenzioni dell’UE, che ha mostrato un certo interesse per quelle frequenze che si libereranno nella banda compresa tra 790 e 862 MHz, ritenute come la soluzione perfetta per portare le connessioni senza fili anche in quelle aree non ancora raggiunte dall’ADSL via cavo.
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Cristiano Ghidotti -
Martedì 27 Ottobre 2009 alle 10:36

Nel corso di un’intervista rilasciata da Viviane Reding in esclusiva sulle pagine di Webnews, il Commissario Europeo per la Società dei Media e dell’Innovazione ha affrontato diversi temi. Alcuni di questi riguardanti digital divide e separazione funzionale della rete.
Grazie alle risposte, puntuali e precise fornite dalla Reding, è possibile valutare l’operato del nostro paese dal punto di vista dell’Unione Europea.
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Piera Bellelli -
Lunedì 27 Luglio 2009 alle 08:47

Da tempo, molti operatori mobili bloccano le telecomunicazioni che sfruttano la tecnologia Voice Over IP che, grazie alla trasmissione di dati, consente di utilizzare servizi di comunicazione innovativi e a basso costo.
I gestori di telefonia mobile, infatti, vedono nelle potenzialità del VoIP una possibile minaccia al loro operato e così alcuni, pur non impedendo l’utilizzo della tecnologia, hanno cercato in tutti modo di ostacolarlo: è il caso ad esempio di T-Mobile che ha previsto l’uso di Skype a pagamento.
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Giuseppe Cutrone -
Giovedì 28 Maggio 2009 alle 09:00
La questione della protezione della musica e delle relative licenze che ne regolano (alcuni direbbero “ne limitano”) la sua distribuzione libera in rete ha visto protagonista in questi giorni la stessa Unione Europea.
Infatti, secondo il punto di vista delle varie major musicali, la “difesa” dei loro interessi economici, a loro dire quotidianamente in pericolo e in declino a causa dello scambio di materiale illegale che avviene nelle reti P2P, passa anche per una gestione piuttosto “restrittiva” e limitata delle licenze associate al singolo brano musicale.
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Michele Piccinno -
Giovedì 5 Febbraio 2009 alle 15:56

Il commissario europeo “Viviane Reding”, a quanto si legge da una nota, ha formulato una richiesta esplicita all’autorità di garanzia per le comunicazioni (Agcom) riguardante le tariffe di accesso alla rete imposte da Telecom agli operatori che forniscono servizi in modalità unbundling (”accesso disaggregato”).
Gli aumenti dei costi d’accesso alla rete, nei confronti dei fornitori di servizi di telecomunicazione, decisi da Telecom dovranno essere consentiti solo dopo aver verificato dati recenti e giustificati riguardanti i costi effettivamente sopportati da quest’ultima per fornire l’accesso alla rete agli operatori concorrenti.
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Luigi Licari -
Mercoledì 4 Febbraio 2009 alle 10:16

Continuano i tentativi di affossare il P2P e in particolare Pirate Bay e i tanti tracker torrent attivi in rete.
Nonostante al momento la dottrina Sarkozy sembri in stand by, non passa mese senza che qualcuno proponga qualche nuova idea per combattere il P2P, indipendentemente dall’uso che se ne fa.
La Comunità Europea non è certo esente da pressioni provenienti da Ifpi e major, tra poche settimane infatti gli euro parlamentari dovranno votare sulla proposta di Manuel Medina Ortega, deputato settantatreenne spagnolo il quale, in una relazione, nomina proprio Pirate Bay e chiede che venga messo al bando in tutti i Paesi europei.
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Marco Grigis -
Mercoledì 3 Dicembre 2008 alle 11:25

La dottrina Sarkozy, il famoso modello francese anti pirateria che prevede l’obbligo da parte degli ISP di disconettere gli utenti P2P, sembra proprio essere destinata a non veder la luce. L’Unione Europea si è infatti dichiarata contraria alla proposta del governo d’oltralpe e ha duramente criticato l’industria dei contenuti
Il Consiglio Europeo ha infatti stabilito che la diffusione della cultura online deve essere vista come un’opportunità: gli stati membri devono agevolare cultura e creatività grazie all’espansione della rete Internet.
In particolare l’UE ha affermato che la rete non è da considerarsi unicamente come la patria della pirateria, ma soprattutto come possibilità di sviluppo per ogni mercato. Per questo motivo è si importante provvedere alla protezione del diritto d’autore ma, allo stesso tempo, non si possono in nessun modo limitare le libertà fondamentali degli individui, la protezione dei loro dati personali e la loro libertà di espressione.
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Davide Rosamilia -
Mercoledì 9 Luglio 2008 alle 09:11
Secondo le previsioni dell’unione europea entro il 2010 verrà abbandonato lo standard Ipv4 per l’assegnazione degli indirizzi Ip in grado di generare indirizzi ad 32 bit e verrà adottato il moderno Ipv6 caratterizzato da indirizzi a 128 bit.
Questo permetterà di sopperire all’attuale carenza di indirizzi Ip disponibili dovuta all’aumento vertiginoso dell’utenza Internet nell’ultimo decennio, ma cosa occorrerà fare nella pratica per effettuare questo passaggio?
Purtroppo il passaggio non sarà totalmente indolore soprattutto per chi possiede hardware e software datati che non hanno previsto il supporto per il protocollo Ipv6.
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