Ecco le vere velocità dell’ADSL all’italiana
di Mirko Zago - Giovedì 8 Aprile 2010 alle 10:34
Altro che banda larga! L’esclamazione viene spontanea dando uno sguardo alle 110 mila misurazioni effettuate da Between (azienda di consulenza sull’ICT dell’Osservatorio sulla banda larga) nei mesi scorsi. Dai test effettuati adottando il software Isposure emerge che le velocità effettive dell’ADSL italiano sono in media sui 4,1 Mbps in download e 380 Kbps in upload, velocità ben al di sotto di quelle promesse dalle pubblicità degli operatori. E per l’Internet in mobilità la situazione sembra ancora peggiore con medie che si attestano sui 1,4 Mbps e 360 Kbps rispettivamente per download e upload.
Circa il 50 per cento della popolazione italiana non è ancora coperto da unbundling e ciò significa non essere raggiunti direttamente da una rete alternativa a quella di Telecom Italia, che permetterebbe un servizio efficiente a fronte di minori costi. Così tra prestazioni dichiarate e misurate il divario continua a rimanere troppo elevato, così come elevati sono i prezzi rispetto agli altri paesi europei.
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A che velocità va la tua ADSL?
di Marco Fiocchi - Lunedì 30 Novembre 2009 alle 09:47
Capita sempre più spesso di leggere, cercare e pretendere un miglioramento della velocità di connessione. Soprattutto da quando l’ADSL è divenuta praticamente un vero e proprio diritto (che qualcuno infatti pensa di proporre come costituzionale). Ma sappiamo davvero a quale velocità ci muoviamo mentre effettuiamo i nostri confronti?
Troppo spesso ci si affida alla promozione di un operatore, che chiaramente sponsorizza la velocità di punta e non le medie effettive. Senza contare che ci sono elementi reali e geografici che intervengono nella questione. Distanza dalla centrale ATP, quantità di utenti collegati contemporaneamente, qualità del doppino telefonico e del modem router, e ovviamente lo stesso computer utilizzato.
Vi è poi il rischio reale che l’operatore telefonico, scelto e pagato per la nostra connessione, riduca il segnale (la portante) e su questo l’unica cosa che possiamo fare è protestare. Ma prima di tutto dobbiamo sapere a “quanto effettivamente andiamo”.

