
Qualche settimana fa avevamo anticipato che i futuri device WiFi come router e access point, avrebbero abbandonato presto i sistemi di sicurezza basati su WEP e WPA, giudicati poco sicuri, a favore del WPA2 e successivi.
Bene, proprio in queste ore è arrivata la notizia che alcuni esperti nel settore della sicurezza, hanno scovato una falla proprio nel WPA2. La vulnerabilità è giudicata molto grave e il WPA2 perde la sua aura di sistema di sicurezza inviolabile.

Siamo stati tra i primi un po’ di mesi fa a parlare di WiGig (”Wireless Gigabit”), un nuovo standard wireless approntato dalla Wireless Gigabit Alliance, capace di prestazioni davvero incredibili. Ora questo nuovo standard è qualcosa di più di un pezzo di carta e ha mosso i suoi primi passi.
Grazie allo sfruttamento della banda dei 60GHz, i dispositivi wireless compatibili potranno raggiungere velocità mai viste sino ad ora, e cioè sino a 6/7 Gigabit al secondo. Un bel risultato se pensiamo che le reti WiFi più veloci al giorno d’oggi non superano i 300Mbit teorici. C’è però un problema tecnico: lo scarso raggio d’azione.
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La maggior parte dei problemi di cui soffrono gli access point è l’interferenza con altri dispositivi che funzionano su frequenze simili. Quindi altri access point troppo vicini, apparati bluetooth, forni a micronde, spy cam wireless…
Quando sorge un problema simile, l’unica cosa che possiamo fare è quella di ipotizzare il responsabile, verificare se ci sono altre reti wireless nelle vicinanze e provare a cambiare canale di trasmissione nella speranza che il problema rientri.
Soluzione molto casereccia che vale sia per gli access point da casa che per quelli professionali.

I device mobili si stanno diffondendo con una rapidità enorme. Pensiamo ai nuovi tablet PC come l’iPad e ai netbook. Tutti questi prodotti sono accomunati dalla necessità di doversi collegare ad Internet, ma nel nostro Paese, si sa, gli hot spot WiFi pubblici non sono certo all’ordine del giorno.
Dunque che fare? Piano piano si sta diffondendo una nuova categoria di router “portatili” dotati sia di connessione 3G che di supporto WiFi. Grazie a questi dispositivi si ha la possibilità di creare dei punti d’accesso a banda larga mobile, molto utili per collegare le nostre periferiche e anche, perché no, quelle dei nostri amici o colleghi di lavoro. Ultimo in ordine di tempo ad essere presentato, il nuovo router 3G-6210n della Edimax.

Nel recente MWC di Barcellona, una delle più grandi fiere dedicate alla telefonia mobile, è emerso un dato molto positivo verso il WiMax.
L’interesse dei produttori si sta finalmente concentrando nuovamente verso questa tecnologia wireless sino ad ora lasciata un po’ in secondo piano a favore del 3G e del futuro 4G.
L’ultimo rapporto del WiMax Forum, presentato proprio alla fiera di Barcellona, ha evidenziato come il WiMax sia in forte crescita tanto da essere potenzialmente disponibile in tutto il mondo ad oltre 620 milioni di persone.

Siete insoddisfatti della sensibilità wireless del vostro MacBook? Avete la necessità di collegarvi ad una rete WiFi un po’ distante e non riuscite a farlo? Se rientrate in questa casistica vi potrebbe interessare il “Bear Extender 3“, un’antenna esterna specifica per portatili Mac che permette di aumentare la sensibilità delle schede airport di 10 volte garantendo una copertura 4 volte superiore.
Questo accessorio dal costo di circa 45 dollari promette davvero miracoli ed è composto dall’antenna esterna e da una clip per fissarla allo schermo LCD del portatile.

È stato ufficializzato a Caltanissetta il nuovo servizio di WiFi pubblico disponibile al momento nella sola “piazza Garibaldi”. La rete già attiva, è tuttavia “sperimentale”, infatti il comune valuterà il successo dell’iniziativa e in caso di riscontri positivi si pianificherà la copertura del servizio in altre zone della città.
Il progetto, che è costato 12.000 euro, ha lo scopo di attirare i giovani nel centro della città offrendo loro un luogo dove potersi collegare ad Internet a costo zero. Piazza Garibaldi potrebbe diventare, secondo i piani del Comune, un polo di attrazione per gli studenti e i giovani lavoratori della città.

Lo standard Bluetooth sta vivendo un periodo molto particolare della sua storia. Sebbene da poco sia stato presentato il nuovo Bluetooth 3.0 che rappresenta una svolta tecnica inglobando in se stesso stesso anche lo standard 802.11 (proprio del WiFi), il consorzio che sviluppa questa tecnologia durante le recenti festività natalizie ha presentato il nuovo Bluetooth 4.0.
Bluetooth 3.0 già obsoleto? Neanche per sogno, sebbene venga indicato con la dicitura 4.0 in realtà questo standard è stato studiato e realizzato per i dispositivi di fascia bassa e che non richiedono prestazioni di trasmissione elevate.

In Europa la diffusione degli hot post wireless gratuiti è molto alta. Chi viaggia non ha mai grandi difficoltà a trovare un punto d’accesso gratuito e questo permette ai turisti o agli abitanti del luogo di accedere ad Internet con molta facilità.
Non è così in Italia soprattutto a causa delle limitazioni del “Decreto Pisanu“, di cui abbiamo parlato molte volte, che di fatto impone macchinosi iter per l’utilizzo degli accessi pubblici, tali da pregiudicare la diffusione degli hot spot WiFi.

Il quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato un interessantissimo articolo sullo sviluppo del WiFi pubblico in alcune delle più grandi città italiane. Roma, Firenze e molte altre devono fare i conti con budget molto risicati ma sono riuscite comunque a creare una vasta rete wireless aperta a tutti.
Com’è stato possibile portare avanti questo progetto quindi? Il segreto è stato nell’accordo di cooperazione tra pubblico e privato. Impiantare una rete wireless da zero ha costi altissimi soprattutto per le infrastrutture. Ma se alcuni access point e altre infrastrutture venissero offerte da privati?
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